Che partita e che vittoria per Andrea Arnaboldi al Challenger di Roma Due Ponti. Peccato solo che a rimetterci – nel senso di venire eliminato – sia stato un altro azzurro, Stefano Travaglia, numero 129 delle classifiche Atp e testa di serie numero 9 del torneo capitolino.

Match che conferma ancora una volta come il canturino giochi meglio e riesca ad esprimersi al top negli incontri con tennisti di alto livello, come già successo negli anni scorsi e pure nel recente passato.

La partita è stata una lotta. Prima quasi persa – sotto 6-4 e 5-4 e servizio Travaglia – poi quasi vinta (match point non sfruttano sul 4-6 7-5 5-3), di nuovo quasi persa e infine vinta per davvero.

Già perché Arnaboldi, nel terzo set, da 5-3 si è fatto recuperare fino al 5-5 trovandosi poi a difendere pure due ulteriori palle break sul 5-5. Ma l’allungo è stato proprio del canturino che dopo essersi salvato al servizio (andando 6-5) ha ottenuto subito dopo il break del successo (grazie ad un doppio fallo di Travaglia) per un rocambolesco 4-6 7-5 7-5 dopo 2 ore e 40 minuti di gioco.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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