I 70 anni della Costituzione: nel video delle celebrazioni c’è anche Arnaboldi

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C’è anche un po’ di tennis comasco nei festeggiamenti per il 70esimo anniversario della firma della Carta Costituzionale, avvenuta il 27 dicembre 1947 a Palazzo Giustiniani a Roma (nella sala della biblioteca) e entrata in vigore il 1 gennaio del 1948.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha aperto le celebrazioni con una cerimonia voluta per il ritorno (per la prima volta in 70 anni di storia) dell’originale del testo della Costituzione che sarà visitabile dal pubblico con aperture che si protrarranno fino al 5 gennaio.

Oltre ai documenti d’epoca sarà visionabile anche un video appositamente realizzato dal Senato della Repubblica dal titolo “Di sani principi”, con la collaborazione di protagonisti italiani dello sport, dell’università, della scienza, dell’arte e della cultura nati il 27 dicembre, giorno della firma della Costituzione.

Arnaboldi nel video del Senato

Al video hanno preso parte anche alunni e studenti, sempre nati il 27 dicembre, provenienti da diverse regioni d’Italia. E tra i protagonisti, con grande orgoglio per tutto il movimento tennistico comasco, c’è anche Andrea Arnaboldi che si intervalla con la campionessa di nuoto Novella Calligaris nel parlare dell’articolo 11 della Carta, quello cioè che dice: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

“Vivere in Italia, un paese con una Costituzione che promuove la pace, è sicuramente un vanto e un onore”, dice Arnaboldi, che ha poi commentato anche su Facebook: “Un grande onore poter essere tra i protagonisti di questa iniziativa. Un regalo di compleanno speciale, per me che cerco di portare l’Italia sui campi di tutto il mondo”.

 

 

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About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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