Ottimo esordio per Andrea Arnaboldi al Challenger di Bergamo. Il mancino canturino si è tolto lo sfizio di eliminare (con merito, dopo una battaglia di un’ora e 56 minuti) la testa di serie numero 2, il francese Gleb Sakharov, uzbeko di nascita ma residente a Nantes.

Giocatore, il transalpino, che ha proprio nelle superfici veloci il campo preferito di gioco. Particolare che rende ancora più importante la vittoria di Arnaboldi che tra l’altro aveva perso l’unico precedente fin qui disputato in carriera con Sakharov.

Inizio in salita per il canturino, subito sotto 3-0. Risultato bugiardo tuttavia perché in più occasioni Arnaboldi ha la possibilità di rientrare nel set. Ci riesce poco dopo per il 4-3. Poi è ancora Sakharov ad andare a servire per il set sul 5-3, ma arriva una nuova reazione del brianzolo per il 5-5. Set che scivola al tie break dominato da Arnaboldi.

Equilibrio anche nel secondo parziale. L’azzurro si salva al servizio sull’1-1 da 15-40, poi tuttavia non soffre più nei propri turni di battuta. Al contrario del francese che ha turni sempre molto complicati fino al primo match point sul 6-5 Arnaboldi che viene subito sfruttato: 7-6 (3) 7-5 e ottavi raggiunti con merito.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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