Cede alla distanza Andrea Arnaboldi, dopo aver lottato per tre quarti di partita. Al terzo match duro (consecutivo) del Challenger di Bergamo, dopo le due ore giocate con il francese Gleb Sakharov e le due ore con Gianluigi Quinzi, il canturino rimane in campo per altri 120 minuti con Stefano Napolitano ma deve arrendersi al terzo set.

Si ferma dunque nei quarti l’ottimo torneo del mancino brianzolo. Partita in cui Arnaboldi era passato a condurre per un set a zero dopo una interminabile prima frazione chiusa per 11-9 al tie break con un cuore pazzesco da parte del canturino che lo spingeva su ogni pallina.

La partita rimane in equilibrio anche nella seconda frazione, ma sul 3-2 Napolitano, la prima palla break concessa risulta fatale ad Arnaboldi che lascia scappare il piemontese fino al 6-2. Adesso è l’avversario ad avere il vento in poppa, mentre la spia della riserva del brianzolo inizia a segnare rosso.

Cosi, quando nel quarto gioco del terzo set Arnaboldi cede di nuovo il servizio ai vantaggi, lo strappo diventa sempre più ampio e il match scivola fino al 6-1 che consegna a Napolitano la semifinale di domani contro un altro piemontese, Lorenzo Sonego. Le statistiche alla fine parlano di ben 19 ace a 6 per il biellese, mentre Arnaboldi non è mai riuscito a strappare il servizio all’avversario.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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