Avesse vinto Federico Arnaboldi, sarebbe stata una partita da ricordare per sempre, con ben sette match point annullati. Invece alla fine l’ha spuntata il 19enne austriaco Jakob Aichhorn e in bocca rimane quel gusto amaro che solo il tennis può dare, quello di sapere di aver giocato alla pari con l’avversario (realizzando anche più punti) ma di essere rimasto senza nulla tra le mani.

Partita “pazza” al Futures di Trento, con in palio la qualificazione al tabellone principale. Perché come detto alla fine le statistiche premiano Federico Arnaboldi (97-90 i punti fatti con migliori percentuali e anche più palle break sfruttate) ma il risultato sorride all’avversario per 6-4 0-6 7-6 (6).

Primo set  che si decide con un solo break sul 2-2 che spinge l’austriaco al 2-4, vantaggio poi mantenuto fino al 6-4. Senza storia la seconda frazione dominata al canturino e terminata 6-0. Ultimo set pazzesco. Aichhorn va a servire per il match sul 5-3 e vola 40-0. Arnaboldi annulla tre match point, poi un quarto al vantaggio successivo, e strappa pure il servizio riportandosi prima 5-4 poi 5-5.

Sul 6-5 il canturino arriva anche per tre volte a due punti dal match, ma la partita arriva al tie break. Emozioni infinite che continuano: l’austriaco ha altri 3 match point sul 6-3 ma Arnaboldi li annulla e si arriva 6-6. E proprio quando si attende il lieto fine di questa gara incredibile, ecco l’uno-due che premia Aichhorn dopo 2 ore e 9 minuti di gioco.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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