Tradizione confemata. Il match tra Andrea Arnaboldi e Salvatore Caruso è stata una battaglia, almeno per due set, prima cioè che il canturino prendesse il largo nell’ultimo parziale.

Al secondo turno delle quali dell’Atp 250 di Marrakech va il brianzolo, che si impone dopo due ore per 4-6 7-5 6-1. Match che ha cambiato padrone una infinità di volte. Bene Arnaboldi, che conferma la vittoria su Caruso ottenuta un anno fa al Challenger di Como e porta il bilancio totale dei confronti diretti sul 4-3.

Inizio subito in salita: il siciliano di Avola ruba subito il servizio al comasco ma restituisce immediatamente il favore. Dall’1-1 l’equilibrio rimane immutato fino al 3-3 quando Caruso ottiene il break che conserva poi fino al 6-4. Canturino sotto anche nella seconda partita per 3-1.

Match chiuso? Tutt’altro. Arnaboldi reagisce, arriva 3-3, poi sul 5-5 quando piazza il break che vale il terzo set. Ancora una volta però il vento cambia, Caruso parte meglio e strappa il servizio all’avversario (0-1) E’ l’ultimo sussulto del siciliano perché da questo momento in avanti Arnaboldi infila un parziale di 6 giochi a zero (difendendo però quattro palle break) che chiude la contesa.

Domani il mancino brianzolo si giocherà la qualificazione al tabellone principale dell’Atp 250 del Marocco sfidando il 22enne americano Noah Rubin che oggi a sorpresa in due partite ha eliminato la testa di serie numero 4, il 18enne francese Corentin Moutet.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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