Match spettacolo di Arnaboldi a Savannah: batte Santillan ed è negli ottavi

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La sintesi è tutta nel finale, con l’australiano nato in Giappone Akira Santillan che ne esce pazzo di rabbia. In appena dieci secondi, a match perso, è già furente con la borsa in mano per abbandonare il prima possibile il campo del Challenger di Savannah.

A goderne è Andrea Arnaboldi, che al termine di un match davvero divertente e ben giocato, elimina in due ore e mezzo il talentuoso giocatore avversario con il punteggio di 3-6 6-1 7-6 (3).

Santillan come detto ne è uscito pazzo. Perché il match credeva di averlo vinto almeno tre volte: avanti di un break nella terza partita (sul 3-1 poi ripreso sul 3-3), sul 5-4 e 15-30 (dopo una chiamata dubbia in suo favore in cui Armaboldi, al posto di innervosirsi, ne è uscito alla grande) e poi sul 3-1 del tie break, quando però il canturino ha infilato un parziale di 6-0 che ha chiuso il match.

Bellissima partita, dicevamo, che è valsa al brianzolo il passaggio agli ottavi di finale dove troverà il vincente del match tra la sua bestia nera, lo sloveno Blaz Rola (i precedenti sono 3-0 per Rola, l’ultimo solo due settimane fa a Sarasota) e l’americano Christian Harrison.

Tornando al match di questa sera con Santillan, da segnalare proprio il momento più delicato quando sul 5-4 per l’australiano nel terzo set, è stata data buona (per il 15-30) una palla che sembrava fuori. Chiamata contestata da Arnaboldi che tuttavia non si è disunito e nei punti successivi è sceso due volte a rete (con splendide smorzate al volo) per poi salire 5-5 con un passante da urlo.

Anticamera di quello che è poi successo in un tie break impeccabile, in cui il canturino ha messo in mostra tutto il proprio repertorio di colpi, lasciando Santillan a macerare nella propria rabbia con la borsa in spalla ad abbandonare il campo quando Arnaboldi non aveva ancora dato la mano all’arbitro.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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