E’ mancato davvero poco a Federico Lucini, comasco tesserato per il Tennis Club Milano “Bonacossa”, per alzare al cielo il trofeo del primo classificato all’Open Banca Generali andato in scena sulla terra rossa di Villa Olmo. Prova valida come terza tappa del Circuito di Qualificazione al Challenger Atp “Città di Como” che mette in palio una wild card per il tabellone principale del torneo internazionale di fine agosto.

Federico era avanti 2-6 6-3 3-0 nel terzo set, con un avversario nervoso davanti e soprattutto sotto 0-30 al servizio. Poi quattro prime palle di Gabriele Moghini, Quanta Village, testa di serie numero 3, e un errore di Lucini hanno rimesso il piedi il game per il 3-1. Poco male, perché nel gioco dopo il comasco ha avuto altre due palle per il 4-1. Niente da fare anche in questo caso, ed è stato in questo momento ce il match è cambiato.

Moghini ha strappato il servizio a Lucini (3-2), poi ha impattato sul 3-3 ed è scappato via fino al 5-3. Cinque giochi di fila, aiutato anche dai molti errori del lariano che quando si è ripreso (5-4) aveva ormai visto la partita scivolare via, chiusa subito dopo 6-4. Peccato, perché l’occasione era ghiotta.

Rimane l’ottimo torneo di Lucini, che non partiva tra i favoriti, e rimane l’applauso per Moghini, terzo vincitore diverso nelle tre tappe fin qui disputate del Circuito di Qualificazione al Challenger Atp. In precedenza avevano vinto Alessandro Coppini (Tc Crema) a Saronno e di Fabrizio Ornago (San Colombano) a Giussano. L’ultimo evento del circuito è quello in corso al Tennis Club Lecco che si concluderà il 15 luglio.

Poi sarà tempo di stilare le classifiche finali che decreteranno i nomi dei quattro giocatori ammessi al Master del 23 e 24 agosto, in concomitanza con l’inizio del Challenger “Città di Como”.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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