Gara vietata ai deboli di cuore: Arna passa dopo 3 ore e otto match point

0
Per parlare del match di Andrea Arnaboldi oggi al ricco Challenger di Braunschweig – sulla terra tedesca, 127 mila euro – probabilmente non basterebbero dieci pagine. Dobbiamo farlo in un solo post e allora partiremo dalla fine, ovvero dall’elemento essenziale. Il canturino ha ottenuto una strepitosa vittoria raggiungendo gli ottavi di finale. E l’ha ottenuta eliminando il favorito austriaco Sebastian Ofner, numero 143 Atp, con il punteggio di 7-5 4-6 7-5.

Successo arrivato dopo 3 ore e 19 minuti di lotta senza esclusione di colpi, dopo aver avuto 26 (ventisei!!!) palle break e dopo che l’avversario gli aveva annullato sette match point. Un andamento che avrebbe potuto scoraggiare chiunque, ma non Arnaboldi che è poi comunque riuscito ad imporsi in volata.

Partita pazza, come spesso capita quando in campo c’è il canturino. Primo parziale praticamente senza break tranne alla fine quando Arnaboldi alla seconda occasione chiude 7-5. Secondo set all’opposto, con ben sette servizi persi su 10 turni, con l’acuto da parte dell’austriaco che tiene la battuta nel momento decisivo per il 6-4.

L’ultimo parziale è tutto da raccontare: Arnaboldi è indietro di un break sull’1-3, poi sul 2-4. Riesce però a rientrare nel match e a passare a condurre per 5-4. Nel turno di servizio per Ofner, l’azzurro ha sei match point tutti annullati (due consecutivi dal 15-40) ma l’austriaco alla fine riesce ad arrivare 5-5. Il brianzolo è bravo a tenere i nervi salvi e ad andare di nuovo 6-5 e 15-40. Questa volta Ofner di match point ne annulla solo uno perché all’ottavo tentativo è Arnaboldi a chiudere da vincitore.

Domani di torna in campo nel pomeriggio contro il ceco Jan Satral. Primo obiettivo però – dopo la maratona di oggi (chiusa con 248 punti giocati) – sarà quello di tentare di recuperare le energie. Tra i due c’è un solo precedente che risale al 2013: vinse il ceco a Praga per 6-2 6-0.

Share.

About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

Comments are closed.