Partita che sembrava in ghiaccio dopo 40 minuti o poco più, con Andrea Arnaboldi avanti 6-0 4-1, poi 5-2 e con 2 match point in risposta (con l’avversario al servizio) e altri due sul 5-4.

Ma il tennis è pur sempre lo “sport del diavolo” e poco ci è mancato che il match finisse al terzo set, con il canturino rimontato (5-5) e pure costretto a difendere due palle break.

Insomma, alla fine Arnaboldi ha portato a casa la vittoria per 6-0 7-6 (2) nel primo turno del Challenger di Portorose in Slovenia, battendo il giocatore di casa Tom Kocevar-Desman ma la vittoria avrebbe potuto essere più netta e veloce.

Le statistiche del resto parlano da sole, con ben 21 palle break avute a disposizione dal mancino brianzolo, anche se di queste solo quattro sono state concretizzate.

Domani sera si torna in campo contro il tedesco Tobias Kamke, 32enne di Lubecca ex 60 al mondo. In palio ci sono i quarti di finale. I precedenti non sono affatto confortanti: Kamke ha vinto gli ultimi tre confronti (l’ultimo nelle quali del Roland Garros nel 2016) senza perdere mai un set.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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