Semifinale a Segovia e Braunshweig, quarti di finale a Poznan, Milano e San Benedetto. Sta giocando tanto e vincendo altrettanto, in questa estate, un ritrovato (e in fiducia) Andrea Arnaboldi.

Non poteva fare eccezione il Challenger di Portorose in Slovenia, con i quarti di finale raggiunti questa sera battendo un avversario tosto, che aveva vinto gli ultimi tre precedenti sempre in due set, ovvero il tedesco (ex 60 al mondo) Tobias Kamke.

Invece il canturino ha piazzato le zampate al momento giusto, scappando via nel primo set dal 3-2 (senza break) al 6-2, subendo il rabbioso ritorno di Kamke nella seconda frazione (1-6, con solo 12 punti realizzati) per poi giocarsela sul filo del rasoio nel set decisivo.

Gara che tuttavia non si è mai avuto l’impressione che Arnaboldi potesse perdere, anche perché nella partita finale il tedesco, sul turno di servizio dell’azzurro, non ha mai ottenuto più di due punti.

Kamke invece si è salvato sull’1-1 (annullando tre palle break) ma non sul 4-4 quando ha perso il servizio che ha poi consegnato ad Arnaboldi il meritatissimo 6-4.

Anche le statistiche – seppur equilibrate – pendono tutte di poco in favore del canturino, sia in termini di punti fatti (86-84) sia come palle break a disposizione (11-10).

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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