Andrea Arnaboldi ce l’ha fatta. Alla sedicesima semifinale ottenuta in carriera in un torneo Challenger (dalla prima targata Genova nel 2007) è riuscito a rompere il muro che lo separava dalla finale raggiungendo l’atto conclusivo del torneo Atp di Portorose in Slovenia.

E il muro l’ha abbattuto in una serata mitica, dopo tre ore di lotta (sul veloce!!!) contro il favorito spagnolo Adrian Menendez-Maceiras (testa di serie numero 3) che pur di vincere le ha provate tutte, compreso chiamare un medical time out quando Arnaboldi sembrava scappar via dopo aver vinto il primo set al tie break ed era 2-0 e 0-30 nella seconda partita. Quel Menendez-Maceiras che tra l’altro aveva vinto gli ultimi due precedenti, tra cui le semifinali di Segovia della scorsa settimana (7-6 7-6 in una vera e propria corrida).

Bravo il canturino a non scomporsi e a rimanere lucido fino al 7-6 7-5 che gli ha regalato la prima mitica finale in un torneo Challenger Atp. Meritatissima, per quanto si è visto un campo. Non è mancata neppure una accesa polemica alla fine quando Arnaboldi è uscito dal campo senza stringere la mano all’avversario (presumibilmente per il comportamento tenuto in campo precedentemente) scatenando le ire dell’iberico.

A prescindere da cosa possa esserci stato in campo tra i due, difficile da capire guardando la partita da un pc, noi la mano l’avremmo data… anche perché quella stretta avrebbe avuto un gusto davvero particolare.

Da raccontare l’ultimo game, con il canturino sulla soglia dei crampi: serve per il match sul 6-5 ma va sotto 0-40. La beffa sembra servita. Ma a questo punto Arnaboldi infila un colpo al volo, riceve un regalo colossale da Menendez-Maceiras che mette fuori a rete con il campo aperto, poi infila un bel passante di rovescio in allungo, un vincente di diritto per chiudere con un diritto fuori dello spagnolo che esce di un metro.

“Game set and match” e boato del pubblico, tutto dalla parte dell’italiano che esce salutando a braccia alzate. Sono le 23.30. La seconda semifinale deve ancora iniziare: lo sfidante di Arnaboldi uscirà dal match tra il francese Constant Lestienne e il tedesco Dominik Koepfer. Ma questa sarà un’altra storia.

Per qualche minuto fateci festeggiare la prima finale di uno splendido Arnaboldi giunta nella notte di San Lorenzo. Quando cadono le stelle e si possono esprimere i desideri. Sappiamo quale sarà quello del canturino.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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