Più punti dell’avversario (87-80), una migliore percentuale di palle break realizzate (il 33% contro il 18%) eppure tutto questo non basta se lo sport a cui giochi è il tennis.

E’ quanto capitato oggi ad Andrea Arnaboldi nell’ultimo turno delle qualificazioni del torneo Atp 250 di Stoccolma. Il canturino, di fronte alla testa di serie numero 4, il canadese Peter Polansky, ha perso in tre partite con il punteggio di 6-4 1-6 6-4.

Sconfitta amara, giunta dopo due ore di gara. Arnaboldi si è infatti trovato – nel set decisivo – sul 4-4 e 15-40 con l’avversario al servizio. Una doppia ghiottissima palla break, che avrebbe potuto essere un pass per il tabellone principale.

Invece in un attimo tutto si è ribaltato: Polansky è andato 5-4 e nel turno successivo, al primo match point, ha chiuso il confronto lasciando al canturino il maggior numero di punti ma anche tanta amarezza.

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About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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