E’ la numero 5 al mondo delle classifiche di Wheelchair. Parteciperà, per la prima volta in carriera, ad uno slam, gli Australian Open, cui accedono solo le migliori 7 giocatrici del globo più una wild card. Un premio per l’anno da sogno (il 2018) di Giulia Capocci, 12 mesi di vittorie partite la scorsa primavera dall’Open di Cantù.

Fu proprio la tennista aretina, 26 anni, ad imporsi nella prima edizione del torneo Itf Wheelchair organizzato dal Circolo Tennis Cantù. Allora, era il 1 maggio, era la numero 14 al mondo. Oggi, dopo vittorie ottenute in Repubblica Ceca, in Sardegna ad Alghero e a Bath in Gran Bretagna, è la numero 5.

Miglior modo non c’è insomma, con un simile lusinghiero precedente, per annunciare il ritorno anche nel 2019 dell’Itf Wheelchair “Città di Cantù”. L’appuntamento, con i campi veloci di Corso Europa, è dal 25 al 28 di aprile. Detentori sono la Capocci (che inflisse un 6-0 6-0 alla svizzera Gabriela Buehler) e l’olandese Ruben Spaargaren (oggi numero 16 al mondo) che sconfisse l’austriaco Martin Legner per 6-4 6-2.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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