Atp di New York: esordio ok per Arnaboldi, ko il promettente Watanuki

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Partita pazza ma dal sorriso finale per Andrea Arnaboldi. Il canturino si trova a New York per proseguire nella serie di tornei Atp alla ricerca di una importante qualificazione. E oggi, contro un avversario tosto e promettente come il 20enne giapponese Yosuke Watanuki (numero 183 al mondo, ma con già scalpi importanti esposti in bacheca) è arrivato un successo tanto bello quanto importante.

Dopo oltre due ore di gioco il giocatore brianzolo, nel primo turno di quali, si è imposto per 7-5 4-6 6-3, raggiungendo lo spagnolo Adrian Menendez-Maceiras al match che varrà l’ingresso nel main draw.

Partita, quella contro Watanuki, che Arnaboldi poteva portare a casa molto prima, essendo stato in vantaggio per 7-5 4-1. Un passaggio a vuoto prolungato gli è però costato sei giochi di fila, fino al 6-4 e 1-0 nell’ultimo set, tra l’altro con break di svantaggio. Il canturino non si è scoraggiato e ha ripreso in mano il match (1-1), allungando fino al 5-2 (salvandosi al servizio da 15-40) per poi chiudere 6-3.

Curiose le statistiche che segnano 95 punti a testa per i due tennisti, che hanno anche realizzato gli stessi ace (8) mentre il giapponese ha avuto tre palle break in più (13 a 10). Ora, per un posto in tabellone all’Atp di New York, torna l’infinita sfida con Menendez-Maceiras. Già sei i precedenti, con un bilancio in parità.

Lo scorso anno ci furono due battaglie infinite e “caldissime”, con il doppio 7-6 7-6 per lo spagnolo in semifinale al Challenger di Segovia, e la rivincita di Arnaboldi a Portorose (sempre in semi) per 7-6 7-5. I due giocatori si sono già affrontati anche a New York, nelle quali degli Us Open: vinse l’iberico per 7-6 (5) al terzo. Sempre sul veloce, ma agli Australian Open nel 2015 (2° turno di quali) a vincere fu il canturino per 6-4 7-6 (7).

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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