Arnaboldi è un muro: la promessa Sinner finisce al tappeto in due set

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Jannik Sinner, il pupillo del comasco Riccardo Piatti, sarà anche (come tutti noi speriamo) il futuro del tennis azzurro, ma per ora la “racchetta dalla parte del manico” la tiene ancora Andrea Arnaboldi. Il canturino questa sera, al termine di un match in cui ha messo in mostra una notevole solidità, ha raggiunto il terzo turno del Challenger di Barletta battendo l’altoatesino in due set.

Partita in cui, senza troppi giri di parole, Arnaboldi ha semplicemente giocato meglio, lottando quando c’era da lottare, recuperando palline a metri fuori dal campo, costringendo l’avversario a fare sempre un colpo in più piuttosto che uno in meno. Esattamente il contrario di Sinner.

Partita che aveva preso una brutta piega per Arnaboldi, sotto 4-2 (dopo un break “regalato” con un errore su un facile smash) e costretto a chiamare il time-out medico. Alla ripresa del gioco tutto cambiava. Il pallino passava nelle mani del brianzolo, capace di comandare il gioco per tutto il game anche con l’avversario al servizio per il set sul 5-4.

Break che rimetteva tutto in discussione (5-5) anche se ormai la partita aveva cambiato padrone. Sinner, sfiduciato, cedeva 7-5 in 50 minuti, poi rimaneva attaccato all’avversario in apertura di secondo set senza tuttavia dare mai l’impressione di poter impattare. E questo, a nostro avviso, più per meriti di un ottimo Arnaboldi che per altro. Il nuovo break arrivava sul 3-2. Allungo che il canturino sfruttava giungendo a braccia alzate fino al 6-3.

Jannik Sinner

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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