Purtroppo si potrebbe parlare di una “non notizia”, vista la diffusione del problema. Non se ne parla spesso, in realtà, ma chi assiste a tornei internazionali di tennis sa bene di cosa si tratta. Stiamo parlando di quanto avvenuto ieri all’Itf femminile di Chiasso. Tre uomini sono stati fermati e identificati dalla polizia cantonale ticinese in quanto ritenuti essere degli scommettitori clandestini.

Il termine a dire il vero è improprio, perché non sfruttano un reale mercato clandestino, bensì quello delle scommesse on line barando tuttavia sull’autenticità del rischio che ogni scommettitore si assume. In pratica, nei tornei di secondo piano – non certo al Roland Garros – gli aggiornamenti dei risultati, seppur in tempo reale, hanno sempre un margine di tempo di qualche secondo.

Questi truffatori – perché di questo stiamo parlando – arrivano al torneo, si siedono sugli spalti, spesso tengono le mani in tasca o comunque nascoste. In pugno tengono un aggeggino con cui in tempo reale (dunque baypassando i secondi di gap di cui parlavamo prima) informano gli scommettitori su quello che sta avvenendo in campo e sul punteggio del match in modo da consentire vincite sicure.

Il problema è molto più diffuso di quanto si pensi e crediamo che a Chiasso si sia trattato della stessa cosa, anche se toccherà alle indagini – che sono in corso – appurarlo. La cosa sicura e certa, è che né i giocatori né i circolo organizzatori dei tornei sono coinvolti in questo problema. Questi scommettitori clandestini fanno tranquillamente tutto da soli, senza l’aiuto di nessuno.

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About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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