Dopo la vittoria dell’Avvenire, è forse il risultato di maggior prestigio ottenuto da Federico Arnaboldi nella sua ancor giovanissima carriera. Il canturino, 19 anni, ha raggiunto oggi i quarti di finale del torneo internazionale di Appiano (25 mila dollari) inserito nel circuito Itf del World Tennis Tour.

Per farlo, Federico ha sconfitto – in due ore e 48 minuti di gioco – non un giocatore qualsiasi, ma il brasiliano Daniel Dutra da Silva, testa di serie numero 6, già numero 230 dell’Atp e oggi ancora tra i primi 600. Tennista che in carriera ha vinto “appena” 23 Futures. Un test più che probante, dunque, superato alla grande al termine di una battaglia in cui i due contendenti (il sudamericano ha 31 anni) sono sempre rimasti a stretto contatto.

Prima frazione decisa dalla prima palla break in favore di Arnaboldi sul 5-4 in suo favore (6-4). Nel secondo set il canturino, sul 3-2, ha due palle per il 4-2 subendo poi il 3-3 e l’allungo fino al 5-3 (poi 6-4 per Dutra da Silva). Pazzo l’ultimo parziale: Arnaboldi scappa 4-0, sembra fatta ma viene ripreso sul 4-4. Quando tutti si aspettano il crollo (mentale e fisico del 19enne) ecco la nuova reazione: 5-4, poi 6-5 e 15-40.

Federico si blocca sui primi due match point (40-40) ma è bravo a sfruttare il terzo per il 7-5 che gli consegna il salto nei quarti di finale. Di fronte si troverà quel Pietro Rondoni che, ironia della sorte, solo poche settimane fa giocava (e perdeva in due set 7-6 6-4) contro il cugino di Federico, Andrea, al Challenger di Poznan.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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