Due ore alla pari con Ehrat, poi Federico Arnaboldi alza bandiera bianca

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Due ore alla pari con il numero 289 dell’Atp, testa di serie numero 2 del torneo Itf da 25 mila dollari di Trieste. Poi, purtroppo, il crollo, figlio anche di tre doppi falli che hanno “spaccato” il due una partita fino a quel momento in equilibrio. Si è fermato negli ottavi di finale del “Città di Trieste” il cammino di Federico Arnaboldi.

Il 19enne canturino, opposto allo svizzero Sandro Ehrat, ha alzato bandiera bianca con il punteggio di 6-2 6-7 (5) 6-1. Match iniziato malissimo per Arnaboldi jr, subito sotto 0-3. Il brianzolo aveva due volte l’occasione di rientrare nel set, sull’1-3 e 15-40, e sul 2-4 e 0-30, ma l’elvetico teneva botta fino al 6-2.

Equilibrio totale nel secondo set. L’unica palla break – non sfruttata sul 4-4 – era proprio di Federico che tuttavia, una volta giunto al tie break (e dopo essersi fatto riprendere da 4-1 a 5-5) piazzava i due punti conclusivi per il 7-5 che rimetteva tutto in discussione.

Nell’ultimo parziale tuttavia, dopo 2 ore di gioco, Ehrat andava 3-1, poi Arnaboldi infilava tre doppi falli in un solo game che regalavano il 4-1 che poco dopo diventata 6-1 in 2 ore e 18 minuti di gara.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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