C’è il bacio di Klimt, quello in “costume” di Hayez, poi c’è il temuto bacio di Giuda di Giotto. Ma per tutti gli appassionati di tennis italiani, quelli comaschi soprattutto, da oggi c’è anche il bacio di Piatti. Quello dato stasera al suo pupillo, Jannik Sinner, 18enne (da poco) di San Candido.

Il coach comasco lo prese al suo fianco un paio di anni fa, lo portò a Bordighera, sradicandolo dalle sue montagne. In lui vedeva il talento, la tenacia, la voglia di lavorare. In pochi mesi quel “ricciolone rosso” ha compiuto progressi incredibili. I record di precocità già non si contano più.

Questa sera ne ha aggiunto un altro: è il più giovane vincitore delle Atp Next Gen Finals. Non un torneo qualsiasi, ma quello in cui si confrontano i migliori giovani tennisti Pro. Solo che Sinner di anni ne aveva due in meno di tutti gli altri contendenti. Compreso quel temuto Alex De Minaur, australiano di Sydney, numero 18 al mondo, che a 20 anni ha già vinto oltre 3 milioni di euro solo in premi.

De Minaur arrivava dalla finale con Roger Federer a Basilea, dalla vittoria a Zhuhai in Cina (Atp 250), dai sedicesimi agli Us Open battendo Nishikori. A Milano, contro Sinner, ha fatto cinque giochi in un’ora e 4 minuti, perdendo 4-2 4-1 4-2. Non sarà sempre così. Jannik, ha un talento incredibile, è un predestinato ed è guidato dal miglior coach possibile, il nostro Riccardo Piatti. Ma a Milano ha vissuto per giorni circondato da una bolla magica, in cui tutto gli riusciva alla perfezione.

Di sicuro gli appassionati di tennis italiani ora hanno un sogno, quello di aver trovato la stella che da anni cercavano. Quell’attore protagonista che potrebbe portare il nostro sport – ciò che avvenne con Alberto Tomba nello sci  – ad avvicinarsi sempre più ai giovani, magari “strappandoli” al pallone costringendo i club a convertire campi da calcetto in campi da tennis (qualche anno fa avvenne il contrario).

Ma anche Piatti non ha mai nascosto il suo sogno: quello di portare un proprio giocatore a vincere uno slam. Non c’è mai riuscito. Ecco forse cosa si nasconde dietro il bacio di questa sera, da cui siamo partiti. Il ringraziamento al giovane pupillo unito alla speranza che il primo passo lungo la via tortuosa ma virtuosa che conduce a Parigi, Wimbledon, New York o Melbourne, possa essere stato compiuto stasera, in un bagno di folla esultante in quel di Milano.

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About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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