Sonego ferma i Tricolori di Arnaboldi jr: “Lo temevo, è cresciuto molto”

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Il riconoscimento al cammino di Federico Arnaboldi ai Campionati Italiani di Todi, arriva al termine del match valido per gli ottavi di finale perso contro il Top 50 al mondo, Lorenzo Sonego, testa di serie numero 1 del torneo umbro. “Federico Arnaboldi è cresciuto molto negli ultimi mesi – ha detto il piemontese – Sta facendo dei passi da gigante. Se è in fiducia diventa molto pericoloso, per questo ero un po’ teso all’inizio, sapevo di dover partire bene”.

In realtà poi Sonego ha vinto agevolmente, anche se il 20enne di Cantù ha tenuto alla grande il campo e le sue occasioni le ha avute. Come sul 2-2 del primo parziale, quando con un errore di diritto (non forzato, peccato) ha sprecato una palla break per andare avanti 3-2. L’allungo è arrivato subito dopo, ma da parte del piemontese che è andato 4-2 per chiudere 6-3 con un solo servizio strappato a fare la differenza.

Nella seconda partita Arnaboldi ha avuto un’altra occasione per rientrare nel match (sotto 3-1) ma alla fine è stato sempre Sonego a spingersi fino al 6-2 dopo un’ora e 30 minuti di gioco. Insomma, il match era proibitivo e lo si sapeva. Federico aveva di fronte un top player, tra i primi 50 al mondo. E può anche recriminare sui molti errori gratuiti commessi, normali del resto quando si cerca di alzare l’asticella del proprio gioco forzando un po’.

La prestazione però è stata buona, anche se la continuità nel gioco è ancora da ricercare. Federico chiude così un ottimo Campionato Italiano, partito dalle qualificazioni (vinte) e impreziosito da un ottavo di finale contro un giocatore di livello mondiale. Quei match che pongono dei punti fermi nelle carriere di un giocatore.

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Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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