Dagli esordi a Como fino a Sofia: l’incredibile crescita di Sinner il predestinato

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Oggi è un giorno speciale per il tennis italiano, ma anche (seppur in modo indiretto) per il tennis comasco. Jannik Sinner – 19 anni compiuti il 16 agosto – ha vinto il suo primo titolo Atp a Sofia, al termine di un match dove non ha giocato bene come nei giorni precedenti ma in cui ha mostrato che oltre a servizio, diritto e rovescio, potrà contare (nella sua carriera che gli auguriamo lunghissima) su una grande testa.

Di come è andata la partita non ha nemmeno senso scriverne. Tutti l’avrete vista o la vedrete presto. Voglio solo aggiungere poche cose. La prima sono gli obbligatori complimenti a Riccardo Piatti, coach comasco che rende lustro a tutto il nostro movimento. Chi, in Italia, può contare su due nomi come Gianni Clerici e Riccardo Piatti tra le sue glorie della racchetta? In pochi, credo.

La seconda cosa che voglio dire è proprio legata a Sinner e a Como ed è un ricordo che ora mi tengo stretto. Nell’agosto 2018, quando già Riccardo Piatti seguiva Sinner in cui aveva già visto il seme di quello che è poi spuntato (dote da grande coach), il giovanissimo Sinner giunse a Villa Olmo per giocare il Challenger di Como grazie alla wild card concessa dagli organizzatori.

Sembrava (anzi era) un bambino. Aveva appena “lasciato” i 16 anni e si presentò al circolo con dei lunghi riccioli rossi tenuti a stento dal cappellino. Muscoli? Zero, solo talento. Giocò contro Andrej Martin, slovacco che l’anno successivo (nel 2019) avrebbe disputato la finale ma che era comunque un’osso duro da battere. Sinner non giocò male, perse molti game ai vantaggi, ma alla fine il punteggio fu severo: 6-3 6-2 per Martin.

Eppure l’impressione che lasciò quel giovane fu notevole: per la facilità di gioco (e questo oggi è fin troppo banale da scrivere), ma anche per l’educazione, la timidezza (che almeno mostrò in quella occasione) unita però a una notevole determinazione. Sapeva già quello che voleva, e accanto aveva la persona giusta per ottenerlo. Quello di Como fu appena il suo secondo Challenger giocato in carriera. Oggi, a due anni di distanza (che sono pochissimi, considerato anche i mesi persi per il lockdown), fa davvero una certa impressione vedere dove quell'(ex) bambino è arrivato.

Complimenti Jannik, insomma. Potremo dire (già lo facciamo) di averti visto giocare i tuoi primi match da Pro. E complimenti a Riccardo Piatti, il Re Mida indiscusso del tennis.


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About Author

Sono nato a Como nel dicembre del 1974 e in questa città sono cresciuto, mi sono sposato e sono diventato padre. Sono un giornalista professionista iscritto all’Albo della Lombardia. Amo il tennis da sempre, da quando bambino sognavo di diventare Stefan Edberg. Mi sono fermato molto prima. Pigro di natura, ho preferito raccontare questo sport nel modo meno faticoso, ovvero dalla tastiera di un pc. Ho lavorato per Espansione Tv e il Corriere di Como seguendo tutt’altro, la cronaca nera e giudiziaria. Ma il tennis è sempre il tennis.

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